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venerdì 13 dicembre 2013
martedì 14 maggio 2013
POESIA PRECARIA
Scrittori precari é un collettivo che nasce dalla collaborazione di diverse realtà letterarie italiane che rivendicano la centralità della scrittura e della sua condivisione attraverso la
lettura pubblica.
La lettura qui viene intesa come forma d'impegno sociale e civile, in grado di abbattere la concezione di "crisi" come continua giustificazione dei numerosi tagli e mancanze operate nei confronti del mondo del lavoro e della cultura in tutte le sue forme, compresa quella della scuola e dell'istruzione.
E' da questo progetto che nasce la pagina http://scrittoriprecari.wordpress.com/ , sito che raccoglie i contributi letterali di tutti coloro, giovani e non, che scelgono la scrittura come veicolo d'espressione e interpretazione della quotidianietà.
Sono finita quasi per caso su questa pagina, durante una delle mie tante ricerche sul panorama web legato alla precarietà, eterno problema dei nostri anni e della mia generazione e, che, come avrete di sicuro notato, é uno degli argomenti portanti di questo blog.
Cercavo in particolare una poesia "precaria" e mi sono ritrovata a navigare per le pagine di questo sito... Cosi' non ho potuto che fare a meno di informarvi sull'esistenza di questo bel progetto, che credo sia interessantissimo per chiunque ami la cultura e la scrittura.
La poesia l'ho trovata..e ve la posto qui sopra....Si tratta di una poesia che seppur risalente a quasi 4 anni fa mi sembra incredibilmente adatta a descrivere la situazione politica che stiamo vivendo ora, a 2013 inoltrato..... dove ci troviamo, nostro malgrado, nel bel mezzo di un governo di "(RI?)Conciliazione" che, invece di impegnarsi a portarci il prima possibile alle urne, si perde in meditative gite "al monastero"......
Che la giovane autrice della poesia l'avesse previsto?:-)? Leggere per credere........
Se volete saperne di più su Scrittori precari, alcuni dei protagonisti di questa realtà saranno presenti al Salone del libro di Torino Domenica 19 maggio 2013, ore 12.30.
Intanto vi lascio anche questo video che presenta, tramite un racconto che incrocia documentario e letture dal vivo, il percorso che ha portato alla nascita di questo brillante progetto.
Immagini tratte da:
offestivalcinemachiuso.wordpress.com
La lettura qui viene intesa come forma d'impegno sociale e civile, in grado di abbattere la concezione di "crisi" come continua giustificazione dei numerosi tagli e mancanze operate nei confronti del mondo del lavoro e della cultura in tutte le sue forme, compresa quella della scuola e dell'istruzione.
E' da questo progetto che nasce la pagina http://scrittoriprecari.wordpress.com/ , sito che raccoglie i contributi letterali di tutti coloro, giovani e non, che scelgono la scrittura come veicolo d'espressione e interpretazione della quotidianietà.
Sono finita quasi per caso su questa pagina, durante una delle mie tante ricerche sul panorama web legato alla precarietà, eterno problema dei nostri anni e della mia generazione e, che, come avrete di sicuro notato, é uno degli argomenti portanti di questo blog.
Cercavo in particolare una poesia "precaria" e mi sono ritrovata a navigare per le pagine di questo sito... Cosi' non ho potuto che fare a meno di informarvi sull'esistenza di questo bel progetto, che credo sia interessantissimo per chiunque ami la cultura e la scrittura.
La poesia l'ho trovata..e ve la posto qui sopra....Si tratta di una poesia che seppur risalente a quasi 4 anni fa mi sembra incredibilmente adatta a descrivere la situazione politica che stiamo vivendo ora, a 2013 inoltrato..... dove ci troviamo, nostro malgrado, nel bel mezzo di un governo di "(RI?)Conciliazione" che, invece di impegnarsi a portarci il prima possibile alle urne, si perde in meditative gite "al monastero"......
Che la giovane autrice della poesia l'avesse previsto?:-)? Leggere per credere........
«Voi siete lìdi Francesca Galderisi, 14 dicembre 2009 : http://scrittoriprecari.wordpress.com/2009/12/14/poesia-precaria-selezionata-da-l-piccolino-17/
a tapparvi le bocche,
ingozzarvi gli stomaci,
sbrinarvi le anime
che schegge di ghiaccio
sferzano tutt’intorno.
Vi vedo strapparvi fughe di gloria,
collezionare parole madide
di odio antico.
Che incontro è questo?
Quale disgusto può digerire meglio
questo cibo avariato?
Dove guardare?
Chi rincuorare?
Disfate questo empio teatro
poiché questi attori non recitano!
I commensali, segnati alla fronte,
siedono a un tavolo storpio
dov’è servito un cibo ancor più morto
e dove gli attori fuori scena recitano:
“Riconciliazione”,
il loro unico atto.»
Se volete saperne di più su Scrittori precari, alcuni dei protagonisti di questa realtà saranno presenti al Salone del libro di Torino Domenica 19 maggio 2013, ore 12.30.
Intanto vi lascio anche questo video che presenta, tramite un racconto che incrocia documentario e letture dal vivo, il percorso che ha portato alla nascita di questo brillante progetto.
Immagini tratte da:
offestivalcinemachiuso.wordpress.com
giovedì 14 marzo 2013
Si respira "Aria Precaria": Intervista con Sara Root
Oggi vorrei parlarvi di Aria Precaria, un originale romanzo
che narra, in chiave sottilmente ironica ma non troppo, le molteplici
disavventure di una giovane precaria.
Pubblicato nel 2012 da Cairo editore, Aria Precaria è
l'esilarante frutto letterario che nasce dalla lunga"collezione" di
brutte esperienze lavorative che, dall'età universitaria al recentissimo
presente dopo la laurea, "accumula" la giovane protagonista e autrice
del romanzo, Sara Root.
Vicessitudini, che in realtà, tutto sembrano tranne che
c'entrare con il normale significato che dovrebbe rievocare il termine
"lavoro": ovvero un'esperienza professionale retribuita e (possibilmente)
tutelata.
Si alternano così esperienze di stage gratis ma a tempo indeterminato
ad episodi di lavori dall'orario flessibilmente lungo ma dallo stipendio
decisamente corto, senza parlare poi del cospicuo quantitativo di proposte
lavorative quanto allettanti tanto "fantasma".
La componente "fantasma" si esprime in più
versanti, dall'offerta lavorativa in sé ai pagamenti, documentati da fantasiose
buste paga ma, di fatto, mai arrivati.
Succede così che una proposta lavorativa venga
"sponsorizzata" in un modo per poi essere inspiegabilmente
"negata" o pretesa in un altro. Oppure, che invece di crescere il
conto in banca, si alzi soltanto la pila cartacea delle comunicazioni di bonifici
inesistenti.
Questo è quello che succede a Sara, ma, se guardiamo bene, altro
non é che ciò che accade ogni giorno, a tutti quei giovani che da un po' di
anni a questa parte, stanno cercando di entrare con fatica in un mondo del
lavoro che non li vuole.
Aria precaria è decisamente il romanzo di una generazione,
che si é trovata e ancora si trova, a dover fare i conti con un sistema
lavorativo malato e contorto dove la meritocrazia non é nemmeno
lontanamente contemplata.
E' un libro che lascia il segno perché nella sua velata
ironia é in realtà racchiusa tutta la rabbia, la disperazione e l'aspettativa futura
di un intero universo, quello giovanile moderno.
A seguito della lettura di questo romanzo, nel quale mi sono
rispecchiata un'infinità di volte, non ho potuto resistere alla tentazione di
fare qualche domanda all'autrice, Sara Root classe '81- per capire meglio come
è nata questa straordinaria idea.
Cominciamo con una domanda che forse potrà sembrare un po'
ovvia ma nella quale ripongo molto interesse..
- Come è nata l'idea di scrivere questo libro? O meglio, al di là delle singole esperienze, c'è stato un qualche episodio in particolare che ti ha dato il "LA'" per prendere questa decisione?
- Quali sono state le principali problematiche che, durante il percorso di scrittura, si sono presentate e come sei riuscita a superarle?
- C'è voluto molto tempo per scrivere questo libro o ti è venuto, come dire, "di getto"?
- So bene che la precarietà é una situazione molto difficile da più punti di vista. Da una parte ci si sente vulnerabili perché si é in balia di condizioni lavorative spesso degradanti e, se l'alternativa è la disoccupazione, anche"obbligate"; dall'altra, non essendo in alcun modo tutelato e protetto, talvolta la paura è proprio quella di "scoprirsi"denunciando episodi spesso al limite della legalità e della schiavitù. A questo proposito ti chiedo...tu hai mai provato questa paura?
- Qual' è il messaggio che volevi comunicare uscendo allo scoperto e raccontando al mondo le tue esperienze?
- Avresti immaginato di avere il successo che poi hai ottenuto?
- Sei stata contattata da coloro che hanno letto il tuo libro, e se sì, quali reazioni hai riscontrato?
- Ora vorrei entrare un po' nello specifico dei contenuti di Aria Precaria....Nel leggere alcuni degli episodi che racconti, emergono più volte, oltre alle problematiche meramente lavorative, anche quelle legata al genere. Ecco quindi che non mancano proposte indecenti e soprattutto osservazioni, come dire "sessualmente" connotate da parte di alcuni datori di lavoro.
- Confermi anche te quindi che, seppure nel 2013, quello che affiora è un quadro lavorativo ancora molto iniquo nei confronti delle donne, tanto più se giovani e quindi doppiamente ostacolate?
- L'altro tema che emerge dal tuo libro, in modo dolorosamente concreto, è quello del lavoro in nero, "modus operandi" che purtroppo ancora rimane molto radicato nel nostro paese e che anzi, negli ultimi tempi, sta vedendo addirittura un'ascesa. Come spieghi questa retrocessione?
- L'altra problematica che si evince leggendo la tua storia è quanto l'instabilità lavorativa ed economica possa influenzare la vita privata, sia famigliare che di coppia. In rapporto ai periodi segnati dalla ricerca instancabile di lavoro infatti si legge: « Mi sentivo inutile, una parassita, costretta a dipendere dalle persone che mi amavano anche solo per un caffè al bar(...)Pulivo e ripulivo casa cercando di placare così ogni senso di colpa....» (pag 85)
Ecco, quello che mi chiedevo é se, forte della tua esperienza come donna e come giovane moglie, potessi dare una piccola "ricetta della felicità" (o se preferisci della "sopravvivenza":-)) a quanti stanno attraversando proprio lo stato d'animo che descrivi egregiamente in queste righe. In questi casi non é affatto facile riuscire a non lasciarsi prendere dallo sconforto, influenzando così anche la felicità che unisce due persone che si amano
Purtroppo la ricetta per la felicità non l'ho ancora trovata. L'unica cosa che mi sento di consigliare è quella di non arrendersi. Di denunciare, di lottare, di parlare, confrontandosi e chiedendo aiuto. Il silenzio e l'isolamento (reazioni spontanee in questo tipo di situazioni) non portano a niente.
- Infine, ti vorrei chiedere solo qualche parola sulle politiche finora adottate per il lavoro. Pensi che in questi ultimi anni, e in particolare, con la recentissima riforma sul lavoro si siano fatti dei passi avanti o, al contrario, ritieni, che anche in questo caso si possa parlare di una sorta di "retrocessione" sui diritti? Hai delle proposte di miglioramento o delle speranze?
Se poi vogliamo dire che il posto fisso non esiste più e che la nuova società è mobile e in continuo cambiamento, allora devono essere date altre possibilità. Un esempio? La possibilità di chiedere un mutuo anche con un contratto a tempo determinato. Troppo rischioso? Certo. La possibilità alla maternità o alla paternità, al sussidio di disoccupazione tra un contratto e l'altro e via dicendo. Secondo il mio modesto parere è troppo comodo lanciare il sasso nascondendo la mano. I problemi legislativi ci sono e sono evidenti, sarebbe ora di fare qualcosa al riguardo.
- E' tutto! ti saluto e ti ringrazio moltissimo per la collaborazione! A presto!
lunedì 11 febbraio 2013
Il Papa si dimette e il mondo resta sconvolto..ma non sarà un po' troppo?
Papa Benedetto XVI ha annunciato le sue dimissioni: dal 28 febbraio abbandonerà il suo posto per dar spazio al prossimo candidato alla prestigiosa carica...
I commenti dal mondo della politica sono stati immediati e soprattutto, tutti, senza differenza tra schieramenti politici si dicono sconvolti...
Già previsti per oggi dossier speciali via radio e via televisione per discutere del fatto..
Dunque..vista l'enorme attenzione attribuita a questa notizia da parte di tutti i media, una domanda retorica non puo' che sorgere spontanea.. MA NON SARA' UN PO' TROPPO?
Queste solo alcune delle notizie di questi giorni:
1- 11/02/2013 Esplosione al confine tra Siria e Turchia. Un'auto e' saltata in aria uccidendo sette persone e ferendone circa 33. Lo riportano fonti ufficiali turche spiegando che il numero delel vittime potrebbe salire (fonte: www.larepubblica.it)
2- 11/02/2013 Stato Unione, nell'agenda Obama riduzione arsenali nucleari (fonte: www.larepubblica.it)
3- 10/02/2013 Sale a sette il numero delle vittime di Nemo, la tempesta di neve che sta sferzando il Nordest statunitense e l'Ontario, in Canada (fonte: www.ilgiornale.it)
Detto questo, quello che viene da chiedersi è PERCHé? Le notizie catastrofiche non mancano e così nemmeno quelle semplicemente politiche, è possibile che il pubblico si dica letteralmente sconvolto solo dalle dimissioni del Papa?
Ecco solo alcuni dei mille commenti che di ora in ora piovono come cavallette:
"E’ una notizia di portata storica..E’ un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa”. Pier Luigi Bersani
"Il Papa ha annunciato che lascia il Pontificato dal 28 febbraio. Grande dolore". Roberto Formigoni
"La notizia delle dimissioni del Papa ci turba molto" Nichi Vendola
"Siamo molto vicini al Papa. Vogliamo bene al Papa perché con questo gesto ha dimostrato di essere un autentico rivoluzionario" . Pierferdinando Casini
"Colpito dalla decisione del papa, la sua visita a Milano fu grande emozione"- Pisapia
"Sono un credente sconvolto"- Storace
CAMPAGNA ELETTORALE O SINCERO TURBAMENTO?
Una cosa é certa. Se le notizie relative alle dimissioni del Papa provocano più scompiglio di quelle che ogni giorno si leggono nelle pagine di cronaca su imprenditori e disoccupati che decidono di togliersi la vita per la disperazione, forse il cammino dell'Italia per affermare il principio di laicità dello Stato, é più lungo del previsto....e meno male che lo recita anche la nostra Costituzione "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" (art.7 della Costituzione Italiana)
Con questo termino la mia breve riflessione....vi lascio con un ottima vignetta...l'ideale per sdrammatizzare questo falso dramma:-)
fonte: http://www.giornalettismo.com
I commenti dal mondo della politica sono stati immediati e soprattutto, tutti, senza differenza tra schieramenti politici si dicono sconvolti...
Già previsti per oggi dossier speciali via radio e via televisione per discutere del fatto..
Dunque..vista l'enorme attenzione attribuita a questa notizia da parte di tutti i media, una domanda retorica non puo' che sorgere spontanea.. MA NON SARA' UN PO' TROPPO?
Queste solo alcune delle notizie di questi giorni:
1- 11/02/2013 Esplosione al confine tra Siria e Turchia. Un'auto e' saltata in aria uccidendo sette persone e ferendone circa 33. Lo riportano fonti ufficiali turche spiegando che il numero delel vittime potrebbe salire (fonte: www.larepubblica.it)
2- 11/02/2013 Stato Unione, nell'agenda Obama riduzione arsenali nucleari (fonte: www.larepubblica.it)
3- 11/02/2013 Milano
-Inaugurata la linea 5 del la metropolitana Atm: in un giorno 23mila passeggeri (fonte: www.corriere.it)
3- 10/02/2013 Sale a sette il numero delle vittime di Nemo, la tempesta di neve che sta sferzando il Nordest statunitense e l'Ontario, in Canada (fonte: www.ilgiornale.it)
4- 06/02/2013 Acapulco, sei turiste spagnole stuprate da cinque uomini armati e incapucciati (fonte: www.corriere.it)
....Alle quali si aggiungono i quotidiani aggiornamenti sulla campagna elettorale e la notizia shock dell' Istat dell'8/01/2013 sulla disoccupazione giovanile che tocca i massimi storici dal '92 collocandosi al 31,7%...
Detto questo, quello che viene da chiedersi è PERCHé? Le notizie catastrofiche non mancano e così nemmeno quelle semplicemente politiche, è possibile che il pubblico si dica letteralmente sconvolto solo dalle dimissioni del Papa?
Ecco solo alcuni dei mille commenti che di ora in ora piovono come cavallette:
"E’ una notizia di portata storica..E’ un grande teologo che ha messo la teologia al servizio della Chiesa”. Pier Luigi Bersani
"Il Papa ha annunciato che lascia il Pontificato dal 28 febbraio. Grande dolore". Roberto Formigoni
"La notizia delle dimissioni del Papa ci turba molto" Nichi Vendola
"Siamo molto vicini al Papa. Vogliamo bene al Papa perché con questo gesto ha dimostrato di essere un autentico rivoluzionario" . Pierferdinando Casini
"Colpito dalla decisione del papa, la sua visita a Milano fu grande emozione"- Pisapia
"Sono un credente sconvolto"- Storace
CAMPAGNA ELETTORALE O SINCERO TURBAMENTO?
Una cosa é certa. Se le notizie relative alle dimissioni del Papa provocano più scompiglio di quelle che ogni giorno si leggono nelle pagine di cronaca su imprenditori e disoccupati che decidono di togliersi la vita per la disperazione, forse il cammino dell'Italia per affermare il principio di laicità dello Stato, é più lungo del previsto....e meno male che lo recita anche la nostra Costituzione "Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani" (art.7 della Costituzione Italiana)
Con questo termino la mia breve riflessione....vi lascio con un ottima vignetta...l'ideale per sdrammatizzare questo falso dramma:-)
fonte: http://www.giornalettismo.com
mercoledì 16 gennaio 2013
Nasce su Facebook una pagina per contare le vittime della Riforma Fornero
Dopo l'entrata in vigore della Riforma Fornero sul Lavoro, nata con l'intento di colpire "la cattiva flessibilità"modificando sostanzialmente alcune delle
forme contrattuali atipiche più comuni in Italia, ciò che emerge, dalle prime statistiche e dai rapporti forniti dai sindacati (CGIL in primo piano) sembra invece riferirsi ad un risultato esattamente opposto.
Presupponendo tra dicembre e gennaio la scadenza di circa un centinaio di migliaia di contratti di questo tipo, la stima è quella di un eguale numero circa di disoccupati o occupati tramite forme contrattuali ancora meno tutelative di quelle in corso prima di quest'anno.
Ma cosa é accaduto?
Premesso che le modifiche più importanti apportate dalla Riforma hanno colpito soprattutto la forma contrattuale atipica più utilizzata in Italia- ovvero i CO CO PRO=> contatti di Collaborazione a Progetto - introducendo questi presupposti:
1-Ridefinizione del "Progetto" di queste forme contrattuali, il quale puo' riguardare solo attività DIVERSE dal settore in cui é impiegata l'azienda che stipula il contratto
2-Aumento dei costi contrattuali e dei contributi
3-Imposizione di retribuzione uguale o superiore a quanto stabilito in base alla media tra le tariffe del lavoro autonomo e dei contratti collettivi nazionali
La drammatica conseguenza è stata ed è che in un paese come l'Italia, dove la Crisi galoppa ormai da qualche anno, la soluzione più semplice per i datori di lavoro colpiti dalla riforma non è stata certo assumere, ma al massimo decidere se "lasciare a casa" o, in alternativa, "declassare" a contratti ancora meno cautelativi e meno costosi i propri collaboratori.
Ricordiamo che in Italia le forme contrattuali esistenti sono 46, di cui ben 20 atipiche.
Dunque la scelta, senza l'abolizione dei contratti atipici più dannosi per il lavoratore, si può dire molto ampia e variegata. Aggiungendo a questo anche la penuria di riforme adeguate per la creazione di nuovi posti di lavoro, la mancanza di misure atte a detassare il lavoro dipendente, sia per le aziende che per i lavoratori, ecco che si riesce a comprendere il perchè di questo drammatico risultato.
A questo proposito è nata una pagina apposta su facebook:
Ero Un CoCoPro E Ora Sono Un DO=DiversamenteOccupato
Dalle apparenti tinte satiriche ma con l'amaro in bocca, questa pagina, direttamente sostenuta anche da questo blog e dalla rispettiva pagina facebook La Voce Di Pandora nasce con due intenti precisi:
1- Di formare un gruppo di solidarietà per le vittime della Riforma e del sistema lavorativo precarizzante italiano
2- Di fare un serio tentativo di Auto-Censimento e Statistica circa questo recente fenomeno di cui, finora, a parte gli allarmi lanciati dai sindacati, poco si parla.
Per scongiurare l'eventualità che si verifichi l'ennesimo errore fatto con i superficiali conti effettuati sui cosiddetti "esodati", i cui numeri ancora oggi sembrano crescere sempre più, l'intento della pagina è di contarsi, guardarsi in faccia e cercare di capire i reali numeri della manovra.
Chiunque può clikkare sulla pagina, sostenitori e vittime. L'unica cosa che si chiede in più alle vittime è quella di presentarsi sulla bacheca, senza bisogno di scrivere il settore lavorativo di provenienza o similia, insomma semplicemente di "farsi vedere".
La Voce di Pandora sotiene il progetto e invita i suoi lettori a parteciparvi e a diffonderlo..basta un clik.
Alla prossima
G.
Per le foto si ringraziano:
EroUnCoCoProEOraSonoUnDoDiversamenteOccupato
http://maurobiani.it/
http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/2010/08/14/il_valzer_del_precario.html
Presupponendo tra dicembre e gennaio la scadenza di circa un centinaio di migliaia di contratti di questo tipo, la stima è quella di un eguale numero circa di disoccupati o occupati tramite forme contrattuali ancora meno tutelative di quelle in corso prima di quest'anno.
Ma cosa é accaduto?
Premesso che le modifiche più importanti apportate dalla Riforma hanno colpito soprattutto la forma contrattuale atipica più utilizzata in Italia- ovvero i CO CO PRO=> contatti di Collaborazione a Progetto - introducendo questi presupposti:
1-Ridefinizione del "Progetto" di queste forme contrattuali, il quale puo' riguardare solo attività DIVERSE dal settore in cui é impiegata l'azienda che stipula il contratto
2-Aumento dei costi contrattuali e dei contributi
3-Imposizione di retribuzione uguale o superiore a quanto stabilito in base alla media tra le tariffe del lavoro autonomo e dei contratti collettivi nazionali
La drammatica conseguenza è stata ed è che in un paese come l'Italia, dove la Crisi galoppa ormai da qualche anno, la soluzione più semplice per i datori di lavoro colpiti dalla riforma non è stata certo assumere, ma al massimo decidere se "lasciare a casa" o, in alternativa, "declassare" a contratti ancora meno cautelativi e meno costosi i propri collaboratori.
Ricordiamo che in Italia le forme contrattuali esistenti sono 46, di cui ben 20 atipiche.
Dunque la scelta, senza l'abolizione dei contratti atipici più dannosi per il lavoratore, si può dire molto ampia e variegata. Aggiungendo a questo anche la penuria di riforme adeguate per la creazione di nuovi posti di lavoro, la mancanza di misure atte a detassare il lavoro dipendente, sia per le aziende che per i lavoratori, ecco che si riesce a comprendere il perchè di questo drammatico risultato.
A questo proposito è nata una pagina apposta su facebook:
Ero Un CoCoPro E Ora Sono Un DO=DiversamenteOccupato
Dalle apparenti tinte satiriche ma con l'amaro in bocca, questa pagina, direttamente sostenuta anche da questo blog e dalla rispettiva pagina facebook La Voce Di Pandora nasce con due intenti precisi:
1- Di formare un gruppo di solidarietà per le vittime della Riforma e del sistema lavorativo precarizzante italiano
2- Di fare un serio tentativo di Auto-Censimento e Statistica circa questo recente fenomeno di cui, finora, a parte gli allarmi lanciati dai sindacati, poco si parla.
Per scongiurare l'eventualità che si verifichi l'ennesimo errore fatto con i superficiali conti effettuati sui cosiddetti "esodati", i cui numeri ancora oggi sembrano crescere sempre più, l'intento della pagina è di contarsi, guardarsi in faccia e cercare di capire i reali numeri della manovra.
Chiunque può clikkare sulla pagina, sostenitori e vittime. L'unica cosa che si chiede in più alle vittime è quella di presentarsi sulla bacheca, senza bisogno di scrivere il settore lavorativo di provenienza o similia, insomma semplicemente di "farsi vedere".
La Voce di Pandora sotiene il progetto e invita i suoi lettori a parteciparvi e a diffonderlo..basta un clik.
Alla prossima
G.
Per le foto si ringraziano:
EroUnCoCoProEOraSonoUnDoDiversamenteOccupato
http://maurobiani.it/
http://lemanineicapelli.ilcannocchiale.it/2010/08/14/il_valzer_del_precario.html
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